La
potevi vedere da lontano, elettrica, come i colori della tutina che
indossava interrotta da una cintura nera larga, che esaltava fianchi
minuti su un corpo ancora acerbo che gridava vendetta. Non era sola,
accanto, un ragazzo impettito e vanaglorioso, di quella vanagloria che
probabilmente gli aveva fatto conquistare colei che da un giorno appena
era diventata sua moglie. Sua moglie, impressionante!
Lei 18, lui 17 anni, il padre al seguito poco distante non superava i
quaranta. Due valigie nuove di zecca, una a testa, li vedo mentre
percorrono il corridoio che porta dalla stazione al mio meraviglioso
piazzale. Viaggio di nozze! E' stato il mio primo pensiero, la mia prima
supposizione, mi diverte guardare le persone e immaginarmi la loro vita
e loro, ne ero certo, erano in partenza per il loro viaggio di nozze.
Metto in evidenza il mio cartellino e li aspetto a piè fermo curioso
come una scimmia. Lei ha in testa un cerchietto con una vistosissima,
sgargiante rosa rossa in cima, sorride felice e precede di un passo i
due uomini, lui vestito alla moda capelli schiacciati dal gel sulla
fronte e aria di chi la sa lunga. Sicuramente, visto l'orario, vanno in
Puglia, magari vanno a trovare parenti. A trapani non credo, a Catania
cosa potrebbero fare? Andare sull'Etna? L'idea non sarebbe malaccio se
non fosse per i 40° del lato orientale. Finalmente mi raggiunge e mi
chiede "scusi, il pullman per Cinisi?
Mi cascò la mandibola per la
delusione, mi ero inventato tutto, non era possibile che una coppia di
sposini andassero a Cinisi, veramente improponibile. Deluso le stavo per
rispondere, quando gli uomini gridarono: "Ma quale Cinisi!!!! Catania, a
Catania dobbiamo andare!!!!" Si era riaperta l'ipotesi del viaggio di
nozze!!!!
"Giò!!! Gli ho detto Cinisi invece di Catania!" Rideva di
gusto e ripeteva in continuazione la stessa frase cercando la complicità
del ragazzo che non arrivò mai. Lui un contegno doveva darsi, e se lo
dava anche col padre che dispensava consigli e "suggeriva" cosa fare per
arrivare alla meta. Non c'è niente di più bello del vedere un ragazzino
muovere i primi passi da uomo e non c'è niente di più commovente del
vedere un padre che dispensa gli ultimi consigli prima di abbandonarli
al loro destino. Mi colpì che non ci fossero gli altri tre genitori, e
devo essere sincero, mi colpì che non fossero presenti le madri. Come
abbiano potuto perdersi la partenza dei propri figli, in quel caso il
corrispettivo dei gladioli lanciati pericolosamente dal ponte della nave
al porto prima della partenza per il fatidico viaggio di nozze. L'età
lo sposalizio e la meta me le confidò il padre che abbordai sotto il
pullman mentre cercava con gli occhi il figlio e la nuora sul pullman.
Mi vergognavo a dirgli quanto mi piacevano quei due pulcini e quanto mi
riempisse di tenerezza il suo sguardo, mi limitai a indicarglieli con la
mano – Eccoli! - Fu lui a balbettare per primo, incalzato forse dal mio
sguardo, “e che dobbiamo fare!”. C'è l'universo mondo dietro questa
frase, l'orgoglio, la preoccupazione, la felicità, la consapevolezza di
averli resi felici. E anche se il figlio partiva con un piccolo buco
nella canottiera alla moda indossata sopra una maglietta bianca con
chissà quale logo alla moda, lui era riuscito a mandarli in CROCIERA!
Esclamai, forse esagerando un po', - Una crociera sul mediterraneo,
bellissimo!!!! - Prontamente mi disse che non andavano sul mediterraneo e
sciorinò a memoria l'itinerario: “Da Catania a Napoli e poi Livorno e
da lì la Costa Azzurra per poi andare in Spagna a Valencia e poi Ibiza,
per finire a Tunisi ultima tappa e dopo sette giorni “sti rui camurrie
rituornanu”. Lo disse ridendo e io risi con lui pensando al
mediterraneo. Ore 8,00 il pullman mette in moto, silenzioso come i loro
saluti e il linguaggio da sordomuti che si scambiavano dal vetro
insonorizzato, ancora un saluto, retromarcia, la barra del piazzale,
ultimo impedimento alla loro felicità si apre, e sono io ad aprirla a
mandarli anche io verso l'avventura. Buon viaggio ragazzi.

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