venerdì 3 ottobre 2014

Sposini

La potevi vedere da lontano, elettrica, come i colori della tutina che indossava interrotta da una cintura nera larga, che esaltava fianchi minuti su un corpo ancora acerbo che gridava vendetta. Non era sola, accanto, un ragazzo impettito e vanaglorioso, di quella vanagloria che probabilmente gli aveva fatto conquistare colei che da un giorno appena era diventata sua moglie. Sua moglie, impressionante! Lei 18, lui 17 anni, il padre al seguito poco distante non superava i quaranta. Due valigie nuove di zecca, una a testa, li vedo mentre percorrono il corridoio che porta dalla stazione al mio meraviglioso piazzale. Viaggio di nozze! E' stato il mio primo pensiero, la mia prima supposizione, mi diverte guardare le persone e immaginarmi la loro vita e loro, ne ero certo, erano in partenza per il loro viaggio di nozze. Metto in evidenza il mio cartellino e li aspetto a piè fermo curioso come una scimmia. Lei ha in testa un cerchietto con una vistosissima, sgargiante rosa rossa in cima, sorride felice e precede di un passo i due uomini, lui vestito alla moda capelli schiacciati dal gel sulla fronte e aria di chi la sa lunga. Sicuramente, visto l'orario, vanno in Puglia, magari vanno a trovare parenti. A trapani non credo, a Catania cosa potrebbero fare? Andare sull'Etna? L'idea non sarebbe malaccio se non fosse per i 40° del lato orientale. Finalmente mi raggiunge e mi chiede "scusi, il pullman per Cinisi? 
Mi cascò la mandibola per la delusione, mi ero inventato tutto, non era possibile che una coppia di sposini andassero a Cinisi, veramente improponibile. Deluso le stavo per rispondere, quando gli uomini gridarono: "Ma quale Cinisi!!!! Catania, a Catania dobbiamo andare!!!!" Si era riaperta l'ipotesi del viaggio di nozze!!!!
"Giò!!! Gli ho detto Cinisi invece di Catania!" Rideva di gusto e ripeteva in continuazione la stessa frase cercando la complicità del ragazzo che non arrivò mai. Lui un contegno doveva darsi, e se lo dava anche col padre che dispensava consigli e "suggeriva" cosa fare per arrivare alla meta. Non c'è niente di più bello del vedere un ragazzino muovere i primi passi da uomo e non c'è niente di più commovente del vedere un padre che dispensa gli ultimi consigli prima di abbandonarli al loro destino. Mi colpì che non ci fossero gli altri tre genitori, e devo essere sincero, mi colpì che non fossero presenti le madri. Come abbiano potuto perdersi la partenza dei propri figli, in quel caso il corrispettivo dei gladioli lanciati pericolosamente dal ponte della nave al porto prima della partenza per il fatidico viaggio di nozze. L'età lo sposalizio e la meta me le confidò il padre che abbordai sotto il pullman mentre cercava con gli occhi il figlio e la nuora sul pullman. Mi vergognavo a dirgli quanto mi piacevano quei due pulcini e quanto mi riempisse di tenerezza il suo sguardo, mi limitai a indicarglieli con la mano – Eccoli! - Fu lui a balbettare per primo, incalzato forse dal mio sguardo, “e che dobbiamo fare!”. C'è l'universo mondo dietro questa frase, l'orgoglio, la preoccupazione, la felicità, la consapevolezza di averli resi felici. E anche se il figlio partiva con un piccolo buco nella canottiera alla moda indossata sopra una maglietta bianca con chissà quale logo alla moda, lui era riuscito a mandarli in CROCIERA! Esclamai, forse esagerando un po', - Una crociera sul mediterraneo, bellissimo!!!! - Prontamente mi disse che non andavano sul mediterraneo e sciorinò a memoria l'itinerario: “Da Catania a Napoli e poi Livorno e da lì la Costa Azzurra per poi andare in Spagna a Valencia e poi Ibiza, per finire a Tunisi ultima tappa e dopo sette giorni “sti rui camurrie rituornanu”. Lo disse ridendo e io risi con lui pensando al mediterraneo. Ore 8,00 il pullman mette in moto, silenzioso come i loro saluti e il linguaggio da sordomuti che si scambiavano dal vetro insonorizzato, ancora un saluto, retromarcia, la barra del piazzale, ultimo impedimento alla loro felicità si apre, e sono io ad aprirla a mandarli anche io verso l'avventura. Buon viaggio ragazzi.

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